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martedì 11 febbraio 2014

Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella - Ed.Feltrinelli

Questa notte non ho dormito bene...anzi non ho praticamente chiuso occhio perché prima di spegnere la luce ho finito di leggere “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella.




Una farfalla in copertina, così come farfalla che si libra leggera è Samia, la giovane di Mogadiscio protagonista di questo libro.
Samia viene da un Paese dove tutto è difficile ma ha una passione che le da una forza enorme e la fa lottare strenuamente: la corsa.
Sì, Samia è un’atleta, di quelle vere, che ti fanno capire il potere salvifico dello sport anche in situazioni estreme.
Samia deve correre con il burqa, lo deve fare di notte perché di giorno non si può.
Perde gli affetti più cari a causa di una guerra religiosa insensata ma decide di andare avanti, lotta lotta e lotta ancora, sempre.
Inizia a vincere alcune gare, perché è velocissima, perché ha un vero talento nonostante le sue gambe a stuzzicadente, ma per andare avanti e vivere il suo sogno deve lasciare la sua terra, con tutto il dolore che questo comporta.
Samia a 17 anni partecipa alle Olimpiadi di Pechino, una maglietta bianca, delle scarpe malconce e una fascia per il sudore sono tutto la sua attrezzatura tecnica in un mondo ipermoderno e all'avanguardia.
Il suo sogno sono le Olimpiadi di Londra del 2012, ha capito che ce la può fare, che si deve allenare, si deve potenziare, deve correre!
Ma, anche se sei un’atleta vera, il fatto di vivere in un Paese devastato dall'odio e dalle ostilità è un ostacolo quasi insormontabile.
Non c’entri più tu, la tua forza, il tuo coraggio, la tua determinazione...c’entra solo che il destino, o il caso, o la sorte, ti hanno giocato un brutto tiro: sei nata nel posto sbagliato.
Samia lascia quindi la sua amata terra per farcela, va nella vicina Etiopia, ma anche qui capisce ben presto che non può stare: la Somalia non le manda i documenti e Samia è una clandestina che non può quindi allenarsi!

Resta un’unica soluzione, il Viaggio.

Il Viaggio ti mette nelle mani di avidi e spietati trafficanti di uomini, il Viaggio ti sottopone a condizioni inimmaginabili, disumane, ma, se ti va bene, ti conduce in Paesi dove potrai ricevere asilo politico; l’Italia e l’Europa tutta sono un sogno di libertà per chi vive in questi posti.
Samia, giovane combattente, sola e piccola come non lo è mai stata, racimola i soldi necessari e va.
Il Viaggio è l’inferno sulla Terra, se un inferno esiste credo non possa essere peggio di così.
Dovete leggere questo libro per capirlo, non posso trovare le parole per raccontarlo.Non ce la faccio.



Siamo portati a pensare  - per sopravvivere - che dopo la tempesta torna sempre il sereno.
Ma non siamo in un film americano, siamo dentro al racconto di una vita che parte dall'Africa più devastata e martoriata.
Samia non arriverà mai in Italia, non parteciperà mai alle Olimpiadi di Londra, perché questa è una storia vera, che trovate sui giornali, e il suo finale no, non si può più cambiare.

LEGGILO e capirai quanto sei fortunato, davvero.
Forse da oggi guarderai con occhi diversi le immagini dei barconi che arrivano a Lampedusa, forse ti scoprirai più umano, forse capirai che tutti dobbiamo fare la nostra parte per far sì che non ci siano altre Samia.


Grazie Giuseppe Catozzella per averci raccontato la storia di questa guerriera.

lunedì 28 maggio 2012

Come un romanzo | Daniel Pennac | Feltrinelli

Ecco oggi per tutti voi la prima recensione di Strawberry per i lettori di Thesocialreading.com


Ok ok per chi non conoscesse Strawberry lascio direttamente a lei il compito di introdursi...:  "Strawberry è una ragazza di 26 anni con tanti sogni e tante idee in testa, ma nessun buon senso nella vita pratica. Ha una valigia sempre con sé nei suoi mille spostamenti lungo la penisola e oltre i confini nazionali. Non è raro che quest'ultima sia piena di libri, suo grande amore fin dall'infanzia. Oltre a questi troverete anche la sua macchina fotografica e una scorta infinita di smalti colorati"


Oltre a trovare spesso le sue recensioni sul nostro blog potrete poi continuare a seguire le sue avventure sul suo blog personale: UNA FRAGOLA AL GIORNO



Senza indugiare oltre vi lascio alla sua recensione del libro fantastico di un autore molto amato...Monsieur Pennac :-)

Come un romanzo
Daniel Pennac – 1994
Feltrinelli


In pillole:  
Il Professor Pennac trae dalla sua pluriennale esperienza nelle scuole francesi l’ispirazione per parlare dell’amore per i libri e per la lettura. E cerca di segnare la differenza tra il bisogno di leggere, ostentato, invocato ma privato ormai del suo valore da atteggiamenti sociali scorretti, e il piacere, autentico, di leggere, difeso a spada tratta attraverso i “Diritti Imperscrittibili del Lettore”.

Temi: l’amore per i libri, il piacere della lettura, l’accusa di ipocrisia verso coloro che idolatrano il libro e invocano la sacralità del bisogno di leggere senza sapere perché si legge e perché piace leggere.

Leggilo se:
  • Se ami Pennac
  • Se pensi che leggere sia uno dei piaceri più grandi nella vita


Veniamo a noi:

In questo saggio, Pennac tira un pò le orecchie a tutti noi. Attraverso l’analisi dei comportamenti che si hanno in famiglia, a scuola o in società verso i libri e verso la lettura, l’autore smaschera l’ipocrisia di coloro che affermano tra tv, giornali e circoli culturali, l’assoluta e fondamentale importanza del leggere senza spiegare davvero perché leggere è così importante. Ma, soprattutto, senza far capire alle nuove generazioni quale meraviglia sia l’atto di aprire un libro e abbandonarsi alle sue parole e ai mondi che esse evocano. Pennac è stato professore di francese per anni e durante lo svolgimento della professione ne ha viste davvero tante. E’ il ricordo di queste esperienza che lo spinge nella sua difesa dell’amore per la lettura e a mostrare le linee guida, rivolte a tutti noi, genitori, insegnanti o semplici membri della società,  attraverso le quali dare agli adolescenti la possibilità di amare davvero la lettura. Concedendo loro, ovviamente, anche il diritto di non leggere. Ma solo una volta capito a cosa realmente si sta rinunciando. Le riflessioni dello scrittore francese inducono a una riflessione forzata non solo dei comportamenti sociali, ma anche dei propri. Quante volte non siamo stati in grado di trasmettere agli altri il vero motivo per cui la lettura è per noi un’attività fantastica senza la quale non potremmo vivere. E quante volte, ripensando alla scuola o ai professori universitari, siamo arrivati alla conclusione che se Manzoni o Dante sono così poco amati non è colpa degli studenti. In Italia, non è un mistero, si legge sempre meno. E c’è da chiedersi se non sia il caso di cominciare ad attuare le indicazioni di Pennac, prima ancora che a scuola, a casa, con la nostra famiglia e con gli amici.




La Frase che mi piace: Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.”

Recensito da: Strawberry