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mercoledì 10 aprile 2013

La mia vita è uno zoo - Benjamin Mee (Mondadori)


LA MIA VITA E’ UNO ZOO
 (MENJAMIN MEE – 2012)
MONDADORI

Allora, ho sempre pensato che, quando da un libro viene tratto un film, se il libro ti è piaciuto, difficilmente il film non ti deluderà. Ebbene, da questo libro è stato tratto un film con Matt Damon e Scarlett Johansson. Io, per non rischiare l’ennesima delusione cinematografica, il film non l’ho visto. Ma chissà, magari potrebbe essere una rivelazione ….

In pillole:  
Questa è una storia vera. La storia di Benjamin, giornalista inglese freelance che, insieme alla moglie Katherine ed ai due figli piccoli, lascia Londra per trasferirsi in campagna, nella Francia del sud, per una nuova vita in mezzo alla natura, lontano dai ritmi frenetici della città.
Tutto è bellissimo, ma Katherine si ammala di una grave malattia … potrebbe essere l’inizio della fine, invece è l’inizio … di un nuovo inizio. Mentre Katherine combatte contro la sua malattia, Benjamin e la sua famiglia (la mamma e i fratelli) decidono di inseguire un sogno: scoprono che il Dartmoor Zoological Park,  uno zoo che si trova nel Devon, è in vendita e decidono di acquistarlo. E’ l’inizio di una grande avventura: lo zoo sta andando in rovina, c’è tantissimo lavoro da fare, bisogna gestire la burocrazia, trovare i collaboratori, convincere le banche a finanziare il progetto e, soprattutto, imparare a convivere con animali di ogni tipo. I nostri protagonisti non si fanno davvero mancare nulla: giaguari che tentano di evadere, puma litigiosi, branchi di lupi. Per Ben e la sua famiglia lo zoo diventa una nuova ragione di vita, anche e soprattutto nel momento in cui la malattia di Katherine degenera. E’ la vita che continua, nonostante tutto ….
Temi:  qui si parla di affetti, della forza invincibile di una famiglia che, unita in un sogno, riesce a realizzarlo. Si parla della vita e, purtroppo, anche della morte … che arriva ingiusta e troppo presto. Si parla del coraggio di un marito e di un padre e della forza di una donna la cui presenza aleggia costante in tutto il racconto, nonostante il destino l’abbia portata via troppo presto.

Leggilo se:
  • Ti piace lo stile “giornalistico” ed il modo di narrare un po’ “asciutto”, in alcuni punti quasi da cronaca
  • Ami le storie vere
  • Almeno una volta hai pensato di mollare tutto e ricominciare da capo, facendo qualcosa di completamente diverso

Non leggerlo se:
  • Vuoi a tutti i costi il lieto fine … e lo vuoi a 360 gradi
  • Non apprezzi lo humour inglese
  • Non ami gli animali, detesti la vita di campagna e anche solo l’idea di avere un pesce rosso in casa ti manda in ansia



Veniamo a noi:  il libro è davvero la cronaca di una grande avventura … dico “la cronaca” perché l’autore è un giornalista e, come tale, approccia la storia. L’acquisto dello zoo, il lavoro per farlo rinascere e per far sì che il progetto possa avere un futuro, nonostante le difficoltà e lo scetticismo di molti. Quello che colpisce è il modo in cui la tragica vicenda della malattia di Katherine sia, contemporaneamente, in sottofondo e in primo piano … Benjamin Mee è un marito e un padre che affronta una prova difficilissima e un grande dolore, ma nonostante questo (o forse proprio per questo!) trova il coraggio e la forza di realizzare un sogno. Un insegnamento prezioso, oggi più che mai.


La Frase che mi piace:La cosa più sorprendente sul nostro nuovo ambiente fatto di alberi, spazi aperti e laghi era che avevamo effettivamente tigri, leoni e lupi che ci osservavano nascosti tra il fogliame”.



Recensito da: Emanuela per The Social Reading  - Librotherapy

giovedì 24 gennaio 2013

Bambini e basta - Irene Bernardini (Mondadori)


BAMBINI E BASTA
 (IRENE BERNARDINI – 2012)
MONDADORI



Chi ha bambini lo sa: il mestiere di mamma o di papà è davvero una sfida … arriva quella creaturina e il mondo si stravolge. Tutti pensiamo che essere genitori è difficile e, tendenzialmente, proviamo a fare del nostro meglio per affrontare questa avventura … ma forse, se ci sforziamo di richiamare alla mente il nostro passato … ecco, forse ci rendiamo conto che, a volte, è difficile anche essere bambini. 
O meglio, è difficile essere BAMBINI E BASTA!
In pillole:  
Questo è un libro che parla di bambini. E lo fa dal punto di vista di una psicologa che sta … dalla parte dei bambini. Bambini contesi tra genitori che non si amano più; bambini caricati di responsabilità e aspettative più grandi di loro; bambini dei nostri tempi, che devono fare danza-yoga-corsidicucina-musica-psicomotricità e chi più ne ha più metta e poi sono troppo stanchi per poter giocare …. O per potersi annoiare! La Dottoressa Bernardini affronta il tema di cosa significa essere bambini oggi e di come, spesso, noi “grandi” dimentichiamo che i bambini non sono “adulti in miniatura”, non sono “come noi solo più piccoli” … loro sono creature magiche e speciali proprio perché diversi da noi. 
Hanno già dentro di sé il seme di ciò che saranno, ma per poterlo sviluppare è necessario che, durante la loro infanzia, possano essere  BAMBINI. E niente altro. 
L’autrice racconta, con la competenza di una professionista ma anche con la sensibilità e l’indulgenza di chi è mamma, le sue esperienze con i bambini e con i genitori, aiutandoci a riflettere sul delicato equilibrio tra adulti e piccini e su quanto questi ultimi abbiano bisogno di genitori “grandi”, che li sappiano guidare, con amore e fermezza, verso ciò che è giusto per loro (anche se, a volte, questo significa dire dei “NO”) e che, da soli, non sono in grado di raggiungere. 

Temi:  qui si parla di tante cose. Di mamme e papà, di bambini, di famiglie. E si parla anche di come i “grandi” di oggi abbiano perso la loro capacità (ed il coraggio!) di essere davvero adulti e della tendenza a caricare i bambini di responsabilità e ruoli che non dovrebbero appartenergli … non ancora, almeno. Si parla di come i bambini abbiano bisogno di noi ma anche di come noi abbiamo bisogno di loro; di come “Abbiamo bisogno dei bambini, che sono persone intere e immature, incompiute e perfette, che cambiano ogni giorno”.



Leggilo se:
  • Sei mamma, papà o, comunque, educatore.
  • Credi che tutti noi “adulti di oggi”, genitori e non, abbiamo la responsabilità di crescere gli “adulti di domani” e di piantare, attraverso l’educazione dei piccoli ed il nostro esempio, il seme per un mondo migliore.

Non leggerlo se:
  • I bambini no, per carità ….
  • I saggi ti fanno addormentare.

Veniamo a noi:  Beh, certamente non parliamo di una lettura semplice. Almeno non nei temi e negli argomenti, perché qui – va detto! – si affrontano cose “grandi”. Ma la magia di questo libro sta nel fatto che un tema così importante come quello dell’educazione dei bambini in un mondo alla rovescia, in cui si assiste sempre più spesso all’ “adultizzazione” dei piccoli ed all’ “infantilizzazione dei grandi”, è affrontato con grande umanità e semplicità, senza che questo vada a discapito della profondità e della competenza. L’autrice non dà ricette né istruzioni per l’uso; non si mette in cattedra, ma fornisce degli spunti di riflessione e delle chiavi di lettura. Ammettendo lei per prima che essere “grandi” non vuol dire essere perfetti e non commettere errori. Ecco, è questa grande umanità di fondo che rende “Bambini e basta” una lettura speciale.

La Frase che mi piace:Questo è un libro per tutte le bambine e i bambini che hanno bisogno che noi siamo grandi. Per tutti noi, donne e uomini, genitori e non solo, che abbiamo bisogno che i bambini siano piccoli”.


Recensito da: Emanuela per The Social Reading  - Librotherapy

martedì 4 dicembre 2012

Letterina a Babbo Natale | Libri da mettere sotto l'albero 0-6 anni

Carissimi lettori,

arriveranno in questi giorni, oltre alle nostre abituali recensioni, anche delle liste di consigli per i libri da regalare a Natale!
L'editoria è in crisi, sempre meno gente legge, questo è davvero triste....
Forse troppo spesso ci dimentichiamo che LEGGERE RENDE LIBERI, salva dalla schiavitù, dall'oppressione e dall'ignoranza in cui sarebbe per alcuni più comodo tenerci, leggere è PROGREDIRE, è imparare qualcosa di nuovo di sé, degli altri e del mondo in cui viviamo.
LEGGERE è CAPIRE quello che succede dentro e fuori di noi.

Per tutti questi motivi, e per altri 1000 ancora, è fondamentale stimolare la diffusione dei libri e della lettura nel maggior numero di persone possibili.

Nel nostro piccolo possiamo provare a farlo con le persone che ci stanno intorno e soprattutto possiamo cercare di farlo con le giovani menti in crescita...quelle dei BAMBINI!!!

E allora, grazie alla collaborazione di Silvia, una libraia super-super-sprint della Libreria Alma Mater di Tencarola (PD), vi diamo l'elenco dei libri da regalare a Natale (...e non solo!) a chi ha bambini da 0 a 6 anni:



Eric Carle: il piccolo bruco mai sazio    (Mondadori)
 Dai 3 anni, in poche pagine e con bellissime illustrazioni la storia della trasformazione di un bruco in farfalla. Per capire come si fa a “spiccare il volo”.




Donaldson - Scheffler : la strega Rossella       (Emme edizioni)
Dai 4 anni, una divertente storia in rima di una strega molto particolare.
Utile per imparare nuove parole e con disegni molto colorati e particolareggiati.



Marcus Pfister: Sogni d'oro Arcobaleno    (Nord-Sud edizioni)
Dai 3 anni, Il piccolo pesciolino è troppo inquieto e  non riesce proprio ad addormentarsi, ma per fortuna c'è la mamma sempre pronta a trovare la giusta soluzione.
Un bellissimo libro sulla rassicurazione affettiva

Mcbratney: Indovina quanto bene ti voglio  (Piccoli edizioni)
: idem per non dimenticarci dei papà

Per i piccolissimi:
AA.VV.  Fai la nanna bel bambino    (Usborne ed.)
Un tenero libro cartonato con inserti di materiali diversi da accarezzare e con un cd con musiche rilassanti per conciliare il sonno dei bambini.

AA.VV: la nanna                         (Giochi educativi ed.)
A partire dai 6 mesi: un libro delle prime paroline tutto da toccare
Per abituare il bambino ad osservare le immagini e ad associare a queste un nome.    






...CHI REGALA UN LIBRO PIANTA UN SEME...

mercoledì 3 ottobre 2012

OLIVIA (ovvero la lista dei sogni possibili) PAOLA CALVETTI


OLIVIA (ovvero la lista dei sogni possibili)
PAOLA CALVETTI – 2012
MONDADORI




Beh, dopo il pugno nello stomaco di “Marta che aspetta l’alba” cercavo qualcosa di più lieve, qualcosa che mi facesse pensare un po’ meno e sorridere un po’ di più. La copertina di questo libro mi ha attratta subito … una pioggia di cuoricini che nessun ombrello riesce ad arrestare. Sarà una storia d’amore???  Comprato subito e divorato … e la storia d’amore c’è,  ma non solo quella ….

In pillole:  
Olivia, trent’anni, perde il suo (precarissimo) lavoro. Viene licenziata a causa della “peggiore crisi economica che ha investito il mondo occidentale” (così la definisce la glaciale direttrice del personale che comunica ad Olivia il licenziamento). E’ quasi Natale, nevica … Olivia lascia l’ufficio e si rifugia in un bar tabacchi per bere un caffè … ma poi, dal soppalco di quel bar, “coccolata” dal cameriere Manuel, inizia a guardare la varia umanità che le passa accanto, a ricordare pezzi della sua vita, ad ipotizzare strategie per il futuro ...
Diego, trent’anni, ha un passato drammatico. Qualcosa è accaduto, quando lui era solo un bambino, e la vita della sua famiglia si è come fermata, cristallizzata in un momento di dolore dal quale sua madre non è mai riuscita ad uscire e nel quale suo padre ha imparato a sopravvivere. Diego vive i suoi trent’anni, ma la parte di sé imprigionata in quel passato così doloroso, non gli ha permesso di andare davvero avanti … fino ad ora …
Cosa accomuna queste storie? Il destino porterà Diego e Olivia ad incontrarsi? O, forse, lo ha già fatto e loro non lo sanno?

Temi:  preparatevi, perché qui si parla di tante cose. Altro che libro “lieve”, come desiderava la sottoscritta. Qui le storie sono raccontate con una lievità che conquista, ma i temi sono profondi: l’incertezza del futuro, la paura di non essere all’altezza, il desiderio di una vita più piena, il dolore per le perdite e l’annichilimento di fronte a drammi che non ci si sa spiegare. Ma il filo conduttore di queste due storie è, secondo me, la speranza. E la convinzione che, certi incontri, anche se magari non ce ne accorgiamo subito, sono destinati a cambiare la nostra vita per sempre.

Leggilo se:
·         Da bambino (nell’era ormai preistorica del pre-digitale) hai subito il fascino delle “polaroid” (leggendo, capirai il perché!)
·         Pensi che “Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose” (citazione dall’Enrico V di W. Shakespeare, sulla prima di copertina)

Non leggerlo se:
  • La tua vena romantica è pari a zero.
  • Non credi al destino, alle coincidenze che non sono tali, agli incontri di anime.

Veniamo a noi:  questo, secondo me, è un libro che parla della VITA. In tutte le sue sfaccettature: le cose di tutti i giorni, quelle che più o meno a tutti capitano (problemi col lavoro, cosa sarà il domani, fidanzati sbagliati, amici su cui sappiamo di poter contare ….), quelle che - grazie a Dio - non capitano così spesso ma, quando accadono, sconvolgono la vita e rimescolano anche le carte del nostro futuro.  E’ un libro che parla di VARIA UMANITA’, di come ci sono figure che, nella nostra vita, lasciano un segno permanente … perché (come la nonna di Olivia) formano la nostra personalità e ci insegnano l’amore, la fantasia, l’importanza di sapere davvero VEDERE (e non solo guardare) il mondo; o perché (come il cameriere Manuel) arrivano come una brezza leggera in un giorno di grande caldo, per sollevarci dai nostri piccoli dolori di ogni giorno, con piccole attenzioni inaspettate e, proprio per questo, ancora più “balsamiche”.  E’ un libro che parla di AMORE, in mille sfumature: quello tra una nonna e una nipote, quello tra due fratelli, quello tra un uomo e una donna che scoprono di essere l’uno la metà dell’altra. Eh sì, i cuoricini sulla copertina hanno mantenuto la loro promessa!!!


La Frase che mi piace:I loro sguardi si incrociarono. E allora, in quella frazione infinitesimale di tempo, accadde che le due anime si parlarono. Forse quel silenzioso dialogo rimarrà da qualche parte dentro di loro, fino a quando il destino, o chiamatelo come volete, deciderà di rivelarsi”.

giovedì 13 settembre 2012

Cinquanta sfumature di Grigio - E.L.James

...beh, potevamo mancare noi a parlarvi delle strafamose Sfumature colorate??? Certo che no cari i miei bei lettori ;-) Chi le ama, chi le odia, TUTTI che in ogni caso ne parlano, ne parlano e ne parlano ancora....e mentre la scrittrice di questa fortunata Trilogia è ormai lì che si fa una bella nuotata ogni mattina tra i lingotti d'oro (tipo Zio Paperone...avete presente?), noi siamo ancora qui a cercare di capire se questi libri siano belli o brutti e soprattutto a scervellarci sul perchè abbiano avuto (e continuino ad avere) tutto questo successo...


Ma, bando alle ciance, lascio spazio alla recensione della nostra super collaboratrice Strawberry!





Cinquanta sfumature di grigio
E. L. James

Vero caso editoriale, la trilogia Cinquanta sfumature è andata letteralmente a ruba durante l’estate. Qui vi presentiamo il primo libro della serie, nato come fanfiction di Twilight e pian piano trasformatosi in una storia dalla vita propria, destinato a un successo planetario.
In pillole:  
Anastasia è una studentessa di 21 anni che vive una vita placida e tranquilla tra i suoi pochi amici e i libri inglesi dell’epoca vittoriana da lei adorati. Attende l’amore descritto tra le pagine di quei romanzi e il suo cavaliere bianco e senza paura. Non sa che sta per incontrare Christian Grey, ricco e potente uomo d’affari, giovane, bello come un dio greco e avvolto nel mistero. Sarà lui a inserirsi nei sogni romantici di Anastasia e a conquistarla con il suo fascino tenebroso, trascinandola in un percorso fatto di erotismo, passione carnale e oscurità…

Temi:
Cinquanta sfumature di grigio si presenta come un libro erotico. E in effetti le scene dedicate al sesso costituiscono la maggior parte del romanzo. Il discorso, in particolare, è incentrato su un preciso tipo di sessualità, quello sadomaso e che include un rapporto dominatore/sottomessa. Anastasia conduce una vita normale e non ha mai avuto rapporti sessuali di alcun genere. Il suo incontro/scontro con la sessualità, un’esperienza che di per sé già porta a riflessioni sulla propria persona, il proprio corpo e il rapporto con gli altri, qui viene reso più forte dalla scoperta delle abitudini sessuali “depravate” di Christian, le quali sono il riflesso di un ego tendente al controllo maniacale su ogni cosa.


Leggilo se:
·         Il sesso non ti spaventa
·         Cerchi sempre il risvolto psicologico di abitudini e azioni particolari
·         Se ti affascina il mondo del sadomaso e vuoi scoprire “cosa c’è dietro”
·         Se sei curiosa di capire perché questo libro ha avuto un tale successo
Non leggerlo se:
·         La letteratura erotica non è il tuo genere
·         Se non riesci a prendere questo romanzo per quello che è: non un manifesto alla sottomissione ma semplicemente una storia come altre


Veniamo a noi:
Cinquanta sfumature di grigio è un libro che ha fatto parlare tanto quest’estate. Chi lo ha acclamato, chi lo ha condannato, chi lo ha letto nella solitudine della propria stanza vergognandosi del fatto che il libro, tutto sommato, gli stava piacendo, pur ammettendo che non si tratta certo di un capolavoro. Personalmente io l’ho trovato una buona lettura estiva o di relax. Credo che sulla storia di Anastasia e Mr Grey si sia ricamato sopra molto, troppo. In realtà questo libro non vuole essere un modello di condotta da adottare né il riflesso di una società dove il gioco tra potente e sottomesso appare quanto mai affascinante.
Christian Grey è un uomo dai molti disagi psicologici. Orfano dal passato cupo e inquietante, è incapace di rapportarsi con gli altri intimamente, al punto da odiare di essere toccato e di aver trovato come unico mezzo per esprimere la sua sessualità il rapporto tra dominatore e sottomesso, dove tutto può essere sempre sotto il suo maniacale controllo.
Ce ne sarebbero di riflessioni da fare su un personaggio quanto mai enigmatico come Mr Grey. E in effetti lo considero il personaggio più interessante del romanzo. Peccato che, passate le prime tempestose e appassionate pagine, il suo atteggiamento appaia sempre più ridicolo. Un reiterarsi di situazioni che svelano la sua pochezza e le profonde lacune del suo animo. E ciò che rimane è tanta pietà per questo “piccolo uomo”.
Anastasia più che sottomessa è semmai passiva. Alla vita che lei fa scorrere placida e in preda a mille insicurezze e paure, a lamentarsi di essere brutta e non meritarsi l’amore, cosa che appare non vera fin dai primi capitoli. E a Mr Grey, che erge a sole del suo universo ed evidenzia il suo essere insicura di se stessa e il lasciarsi travolgere dagli eventi, poiché il farsi coinvolgere è più facile dell’agire…
Eppure il libro si fa leggere e ti cattura completamente. Fa appello a sentimenti ed emozioni recondite e sopite del nostro animo. Al punto che ciò che rimane davvero interessante è il suo appeal verso un pubblico che ha letto questo e i due romanzi che seguono tutti d’un fiato. Ci si chiede allora se davvero in questa società, dove il sesso è potere e denaro - e non c’è bisogno in questa sede di farvi esempi fin troppo facili da trovare – ma al contempo si continua a vivere permeati da un perbenismo ipocrita del “detto e non detto”, dove la minima deviazione, anche la più innocente, da una strada prestabilita (da chi?) genera ancora scandalo e rifiuto, questo romanzo non diventi un mezzo per poter esprimere le proprie esigenze e i propri desideri più segreti e nascosti.
Ma questo lo lascio decidere a voi lettori…

La Frase che mi piace:
Anastasia: «Perché non ti piace essere toccato?»
Christian: «Perché dentro ho cinquanta sfumature di tenebra, Anastasia»

Recensito da: Strawberry per The Social Reading

giovedì 5 luglio 2012

DA QUESTO LIBRO PRESTO UN FILM - SIMONA TOMA – MONDADORI


DA QUESTO LIBRO PRESTO UN FILM
(SIMONA TOMA– 2011)
MONDADORI




Questo libro in questi giorni compie un anno. E per l’occasione l’ho rispolverato per presentarvelo. Prima però vi devo confidare un segreto: la scrittrice, Simona Toma, prima ancora di essere l’autrice di questo romanzo, è una mia amica. Ma non è per questo che vi dirò che la sua opera prima non sembra affatto un esordio, che si tratta di una storia d’amore e giovinezza che si lascia leggere in un soffio, che i personaggi vi mancheranno una volta chiuso il libro e che queste pagine tutte rosa vi strapperanno un sacco di risate e di sospiri nostalgici….
Ma veniamo al dunque…
In pillole:  
Toni, Matilde e Clementina sono inseparabili come solo al liceo le amiche sanno esserlo. Ciascuna con la propria tipicità, così diversa dalle altre, formano un trio male assortito ma assai affiatato e buffo. Attorno a loro poi gravita un mondo di personaggi in cui ciascuno di noi potrà ritrovare qualche vecchia conoscenza dell’ingrata adolescenza. Ovviamente, come nella migliore tradizione delle storie al femminile, c’è di mezzo un ragazzo: ovviamente è bello, ovviamente è fascinoso, ovviamente fa un lavoro figo, l’aiuto regia. E così le tre diciottenni si ritroveranno catapultate nel cinema milanese, poco patinato e alquanto assurdo, abitato da personaggi grotteschi ed esilaranti, non troppo diversi da quelli che lo popolano in realtà. Se la missione sentimentale avrà successo dovrete scoprirlo da voi….

Temi:
L’amicizia incondizionata, il colpo di fulmine che ti toglie la ragione e ti rende una mina vagante, l’energia e la spregiudicatezza dell’essere pronte a tutto e quella certa sana ingenuità che rende – per usare le parole dell’autrice – “integraliste dell’amore”. E ancora, i sogni ad occhi aperti e l’amarezza delle prime delusioni e, di sfondo, un mondo – quello del Cinema – che può sembrare inarrivabile e dorato, ma che si dimostra poi duro come la realtà e pieno di falsi luccichii e di contraddizioni come la vita.

Leggilo se:
-         hai voglia di celebrare la memoria del tuo ultimo anno di liceo e tutte le follie fatte per amore
-         se ti piacciono le storie di amicizia al femminile e i suoi pasticci
-         se pensi che il rosa shocking  si intoni bene con la carta da parati del tuo salotto
-         se vuoi un libro da leggere tutto d’un fiato, ridendo e sorridendo, da regalare poi alla tua migliore amica con una dedica piena di sentimento
-         se ti piace l’umorismo intelligente e apprezzi la scrittura arguta di chi ha talento ma non si prende troppo sul serio

Non leggerlo se: 
- se pensi – citando l’autrice – che “l’amore quest’anno non si porta. E’ out, come il marrone”.
- sei un aiuto regista figo e un po’ stronzetto e non hai il senso dell’umorismo.


La Frase che mi piace
“Per Clementina l’amore trionfa. Per Matilde l’amore è un calcio in bocca con gli anfibi… Io nel mio piccolo mi sento di proporre una soluzione di compromesso, cercando di riconquistare un ruolo nelle vite delle mie quasi ex amiche. L’amore non vince, non perde. L’amore pareggia”.
Imperdibile poi la pagina dei ringraziamenti e la biografia – auto redatta – dell’autrice

Leggi anche l'intervista all'autrice!!!!



 ·         Cara Toma, il tuo status di Facebook, alla voce "lavora presso" dice Fine dicitrice di sublimi minchiate presso le vostre menti. Dicci come è iniziata questa carriera spericolata.

Io rivendico con orgoglio la mia verve cazzara.
Posso iniziare così questa intervista?
Scrivere è sempre stata la più diretta e immediata emanazione dei miei neuroni ubriachi e folli, è sempre stato il mondo in cui loro si spalmavano su un foglio, schermo, status di Fb, tweet e via dicendo.
Sembro troppo fanatica se ti dico che scrivere è come respirare e che respirare è come dire minchiate per me? Non lo so, fare la pagliaccia è una specie di talento naturale.
E un pazzo ha deciso che tutto questo dovesse diventare un libro.
Io dico un pazzo ma, in realtà, si tratta di rinomatissimo e augusto editor/autore bestelleraro di Mondadori, Francesco Gungui, che un giorno di tre anni fa (quando tutto questo è cominciato, giugno 2009) gli ha detto sfiga e si è imbattuto nelle mie sudate carte: i primi cinque capitoli di quello che sarebbe poi diventato “Da questo libro presto un film”. Quindi, io sono un esempio, romantico, da favola, di una cui si è avverato un sogno: mi sono trovata al posto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta e con la cosa giusta.
Tutta una roba molto giusta, insomma!

  • ·         Un aspetto del libro che mi sta particolarmente a cuore è la descrizione dei personaggi della troupe cinematografica. Mi sta a cuore perché mi posso vantare di aver ispirato un personaggio raccontato in modo particolarmente bonario... Qualcuno si è lamentato riconoscendosi?


Io amo questa domanda, ho bisogno di dirtelo!
Qualcuno più che lamentarsi, ha fatto finta di niente, ha cercato di non darmi soddisfazioni, salvo poi dire che il libro era una cagata pazzesca e che io mi ero montata la testa.
Figurati, io manco ce l’ho una testa da montare e se ce l’ho sta persa tra le nuvole!
Trattasi di classico caso di rodimento, da manuale direi.
In realtà, un giorno ho sgamato due miei ex fidanzati, da bassissima classifica e in lotta per non retrocedere, riparati in un angolo, nascosti e poco illuminati (gli ex sono sempre poco illuminati) che si dicevano reciprocamente “Qua sono io”, “Eh no qua sono io”, “Eh ma il bidone in questa maniera gliel’ho dato io”, “Sì ma quello fidanzato ero io”…  Ok abbiamo capito chi è stato quello più stronzo.
Questo libro per me è stato la mia personale campagna contro l’inquinamento sentimentale.
E ho vinto, sai perché?
Perché incontrare uomini sbagliati può essere molto utile se poi incontri l’editor giusto che ti fa scrivere un libro.
In ogni caso, ribadisco non si tratta di un libro autobiografico, davvero, è solo un libro scritto da me!

  ·         Dacci un'immagine che racconti come lavora una scrittrice nella Milano di oggi.

Io mi sono innamorata perdutamente di Milano.
La nostra storia è molto difficile ma piena di cose, di emozioni, di belle parole ma anche di cose pessime.
Qui è cominciata la mia seconda vita, la più “mia” che abbia avuto fino a questo momento.
E mi piace scrivere di Milano, al punto, che ci sto ambientando anche il mio secondo libro.
Milano, secondo me, è molto raccontabile perché è una storia continua, tutto quello che succede quando esci da casa è degno di essere raccontato.
È così piena di umanità e disumanità che non si finirebbe mai di dire!
Io quando ho scritto il libro, dovendolo ambientare a Milano e conoscendola ancora poco (due anni fa), me ne andavo in giro con il naso all’aria cercando di catturare ogni minimo dettaglio e respiro. E così facendo mi sono imbattuta, per esempio, nel meraviglioso Orto Botanico di Lambrate dove ho ambientato una bella scena romantica tra i miei protagonisti.
Ma devo dire anche che i miei amici milanesi  (e tu ne sai qualcosa) mi hanno molto aiutato, soprattutto nel correggere i miei errori apocalittici e i miei riferimenti geografici e toponomastici sbagliatissimi.

 ·         La frase con cui vorresti essere ricordata.
In genere, una frase di Andrea Pazienza: “Amatemi”!
Se devo usare una frase del mio libro, ti direi: “L’amore pareggia” perché è profondamente vero.
  • ·         L'aneddoto con cui non vorresti mai essere citata.

Nessuno, oramai non provo più vergogna di niente!
  • ·         Dove sono oggi Toni, Tilde e Clementina?

Stanno capendo, insieme a me, cosa fare da grandi.

  •  Stai scrivendo un nuovo libro????

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Sì, devo citare uno dei miei film preferiti “Harry, ti presento Sally” quando Harry, la notte di Capodanno dice a Sally: “Quando scopri che vuoi passare il resto della tua vita con qualcuno, speri che il resto della tua vita cominci il prima possibile”.
Ecco, io lo posso dire rispetto alla scrittura e al mestiere dell’autore: “quando scopri cosa vuoi fare per il resto della tua vita, speri che il resto della tua vita cominci il prima possibile”.
E, forse, il resto della mia vita è già cominciato!

Recensione ed intervista a cura di VM