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lunedì 11 giugno 2012

SE FACEBOOK TI FA VENIRE IL VOMITO…


Se facebook ti fa venire il vomito…


Ho controllato, è dal settembre 2007 che sono su facebook, quasi 5 anni.
Devo dire che l’ho sempre amato, l’ho sempre trovato un’invenzione pazzesca, ho sempre letto gli stati d’animo di amici e conoscenti con piacere e condiviso i miei con altrettanto entusiasmo.
Ho postato foto, ho postato frasi celebri, ho postato momenti di tristezza e momenti di allegria.
Facebook c’era al mio matrimonio, facebook c’era quando ho cambiato lavoro, facebook c’era persino quando è nata mia figlia!
Una grossa fetta della mia vita degli ultimi miei quasi 5 anni si può tranquillamente trovare e riscostruire sul social network di zuckenberg...




Poi su facebook ho ritrovato amici e conoscenti che avevo perso per strada, che magari non avevo voglia di vedere tutte le sere come gli amici più cari ma di scambiarci due parole ogni tanto perchè no.
E poi su facebook scopri che certe persone quando scrivono sono proprio simpatiche e ho rivalutato tanta gente in questo modo.
E ultimo, ma non per importanza, su facebook le notizie girano alla velocità della luce, e allora l’ho sempre trovato utile per aumentare la conoscenza e la coscienza sociale, perchè così se c’è il parmigiano caduto da comprare o l’indirizzo utile da far sapere velocemente o la petizione da firmare, in un giorno solo si possono fare miracoli, grazie alla viralizzazione tipica di questo social network.

E, devo anche aggiungere che su facebook, oltre ad aver curato per un po’ di tempo una pagina-fan aziendale, ho pure aperto una pagina di supporto al mio blog per condividere consigli su libri ed eventi letterari.

Quale migliore strumento potevo trovare per “condividere” appunto la mia passione?? Nessuno meglio di questo!

Detto tutto ciò, messe per iscritto tutte queste sacrosante verità, io ho un problema.


E’ qualche settimana ormai che facebook mi fa venire il vomito.
Nooo, non è una cosa ideologica o dalle origini profonde, non ha a che fare con una scelta culturale o vattelapesca, no no no.
E’ solo una cosa fisica, puramente fisica.
Sì, lo giuro, non so spiegarlo meglio di così ma non appena mi sforzo di aprire la pagina web...bleah...il conato è già in agguato.

Attenzione! Questo non è uno scherzo!
Sto dicendo tutta la verità nient’altro che la verità, sperando di trovare qualche anima pia che ha già sperimentato tutto ciò e che può dirmi come guarire.

Sì, perchè io voglio guarire, voglio vedere ancora cosa fanno i miei amici durante il giorno, e cosa pensano e che belle foto mettono ma in questo momento non riesco proprio (o riesco per pochissimo tempo e poi mi devo fare una limonata o prendere il gaviscon...).
E poi devo controllare e alimentare e far vivere la mia amata pagina dedicata ai libri, sono una persona responsabile io.


Cosa può essere? Overdose da facebook? E se esiste, perchè proprio ora? E quanto può durare?
Devo chiamare il dottore, lo psicologo o un esorcista?

Spero tanto che qualcuno possa darmi una mano e dirmi che guarire si può.


Grazie in anticipo
Sempre vostra

EA

martedì 22 maggio 2012

FACEBOOK IN THE RAIN | Paola Mastrocola | Guanda


FACEBOOK IN THE RAIN
(PAOLA MASTROCOLA - 2012)
Guanda

INTRO:
Compro questo libro perchè mi attira il fatto che nel titolo sia menzionato facebook: non ho voglia di manuali che mi spieghino i trucchi del mio social network preferito ma un bel racconto dove FB è protagonista mi incuriosice proprio!
Nota bene: non trattasi di vero e proprio libro ma di una sorta di racconto lungo da leggere diciamo in un paio d’ore di tranquillità (125 pagine scorrevolissime)!
Poi a me la Mastrocola è proprio simpatica perchè insegna lettere in un liceo e, nonostante il successo che i suoi libri le hanno dato negli anni, non ha mai smesso di svolgere il suo lavoro di insegnante che, a questo punto, credo che ami moltissimo!!!
In pillole:  
Evandra, giovane vedova dell’Aurelio, fa la casalinga e vive in un piccolo paesino del centro italia.
Le sue giornate sono fatte di casa e di cimitero, dove passa lunghe ore in compagnia delle altre vedove. Questa è la sua vita, fatta di monologhi con il defunto marito e di appuntamenti macabro-sociali con le altre signore del cimitero (le partite a carte, il panettone a Natale....tutto rigorosamente tra le quattro mura del cimitero!)
Il problema nel tranquillo tran tran della vita dell’Evandra si pone nei giorni di pioggia...cosa fare in quei giorni in cui non è possibile andare al cimitero? La nostra vedova si sente sola ed annoiata e, proprio così, in seguito al consiglio presto chiesto e presto dato dalla sua pimpante amica Rosalena, inizia a muovere i suoi primi passi su Facebook!
Di colpo Evandra scopre un mondo meraviglioso che fino ad allora le era del tutto ignoto: prende lezioni di Facebook e la sua vita cambia, si popola di personaggi un po' veri e un po' finti, buoni, cattivi, enigmatici, timidi. E tra questi, persino un innamorato...

Temi: come è tipico della Mastrocola, affronta in modo quasi “da ridere” e leggero un tema che in realtà tanto ridere poi non fa, quello della DIPENDENZA dal web e dai social network in particolare. E di conseguenza il tema della trasformazione delle relazioni avvenuta in seguito a questa rivoluzione teconologica, alle migliaia di amici in più che ora tutti ci troviamo ad annoverare ma che non sappiamo con certezza se siano reali o SURROGATI...
Poi c’è il tema della SOLITUDINE: di persone chiuse e schive e magari non più giovanissime che si illudono di trovare una salvezza nel virtuale ma che ben presto devono fare i conti con un “mezzo” che, nonostante la promessa di una vita sociale più ricca e più piena,  nasconde anche parecchie insidie.


Leggilo se:
  • Vuoi riflettere su un tema attuale senza appesantirti con trattati o saggi sulle dipendenze
  • Vuoi sorridere (amaramente) di situazioni talmente paradossali da apparire ridicole.
  • Vuoi conoscere dei personaggi un po’ sopra le righe e un po’ naif che la Mastrocola sa descrivere egregiamente

Non leggerlo se: non sai neanche cosa sia facebook!

La Frase che mi piace:” Facebook non esisteva. O meglio, era una specie di mondo parallelo, un fiume che ti scorre accanto, che tu senti ma non vedi.


Spunti & appunti di PSICOLOGIA:

Le nuove tecnologie hanno un impatto forte sulla quotidianità di molte persone. Una parte di queste conseguenze spesso è positiva e capace di allargare i nostri orizzonti, basti pensare a quanto internet abbia cambiato le nostre abitudini e come tutto d'un tratto ci si scopra a considerarlo per molti versi indispensabile nella nostra vita.
I social network poi hanno effettuato una rivoluzione ulteriore, perchè se internet permetteva di metterci in contatto in tempi brevissimi con un numero illimitato di informazioni, con facebook e similari ci siamo resi conto di potere essere messi in contatto con un numero infinito di persone: negli Stati Uniti una coppia su 4 si è conosciuta proprio grazie ai social network.
In parte questo cambiamento è inevitabile e fa parte di una cultura sempre più improntata alla mobilità e alla virtualità, contesto che permette di avvicinarci senza grandi timori a chi ci è sconosciuto, facendoci conoscere dapprima attraverso un velo che possiamo almeno in parte controllare con una certa sicurezza.
L'effetto collaterale indesiderato da monitorare? Non colludere con la nostra paura di entrare in una relazione autentica con l'altra persona, ma utilizzare la parte Social alla stregua di un primo passo cui dovrà seguire un contatto più "umano".

Luca Mazzucchelli