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lunedì 24 giugno 2013

Non lasciarmi | Kazuo Ishiguro | Einaudi

Non lasciarmi
Kazuo Ishiguro
Einaudi



INTRO:
Il libro di cui vi parlo oggi è un romanzo molto particolare, un romanzo che narra una realtà distopica che mai vorremmo vedere realizzata, descritta con una sensibilità molto vicina a quella orientale e un occhio clinico tipico dell’uomo occidentale, un mix che identifica questo scrittore, inglese ma di origini nipponiche, e non potrà lasciarvi indifferenti.

In pillole:  
Kathy, Tommy e Ruth sono grandi amici. Tutti e tre vivono a Hailsham, un collegio molto particolare, in cui vengono allevati e istruiti i futuri donatori e assistenti. Ma chi sono queste due figure? E qual è il significato profondo che si cela dietro queste due comuni parole? Attraverso la voce di Kathy ripercorreremo la sua storia e quella dei suoi due più cari amici, una storia d’amore e amicizia, di separazione e dolore, di impotenza di fronte a un destino ineluttabile, sullo sfondo di una realtà terribile, vero e proprio incubo del genere umano di cui solo noi potremmo essere artefici.

Temi:
Trattandosi di un romanzo distopico, il libro spinge il lettore a riflettere sulla società umana e sulle possibili implicazioni che il progresso può avere sulle nostre vite. Chi si accinge a leggere questo romanzo, si troverà di fronte a un mondo creato da noi uomini in cui vengono allevate copie di esser umani alla stregua di piantagioni di organi utili per debellare malattie e far progredire le nostre conoscenze. Ma questi essere umani di serie B sognano, pensano, amano come noi. Inevitabile dunque la riflessione anche sul concetto di anima e sulle capacità dell’uomo, clone o no, di provare sentimenti ed emozioni.

Leggilo se:
  • Ami fronteggiarti con il genere distopico e, in generale, con i libri che si basano sul concetto del “What if”
  • Ami le storie d’amore insolite ma che riescano a commuoverti comunque
  • Cerchi una lettura che ti faccia riflettere
Non leggerlo se:
  • Sei in cerca di letture leggere
  • Non ami la letteratura giapponese o di ispirazione orientale


Veniamo a noi:
Non lasciarmi è un libro che colpisce E fa male. La storia parte in medias res e non dà modo di orientarsi nel mondo di Kathy, la narratrice di questa struggente storia, lasciandoti in balia delle tue emozioni e dei tuoi dubbi e pensieri. Mi sono accostata al libro perché me ne avevano parlato come un romanzo in cui si narrava di un mondo dove esistevano dei cloni, esseri umani di serie B utilizzati per scopi scientifici e curativi. In realtà Non lasciarmi è molto di più. Si tratta di una grande storia di amore e amicizia, di dolore e abbandono. I personaggi non danno mai una reale percezione della loro condizione di “donatori”, quasi dando per scontato cosa noi sappiamo (che in realtà è molto poco) e questo fa si che in un certo qual modo si dimentichi chi siamo realmente i ragazzi di Hailsham e si viva una storia dai canoni universali, una storia in cui potersi riconoscere e rivivere sensazioni. Ed è forse qui che sta la grandezza del romanzo. Kathy, Tommy e Ruth come tutti gli altri “assistenti” e “donatori” sono esclusi dalla società salvo quando il loro corpo si ritiene necessario per scopi indicibili. Eppure loro non potrebbero apparire più umani di così. E’ la loro umanità a dare il segno di quanto orribile sia la realtà in cui vivono. Ci si commuove, si soffre e si ama con loro e così facendo Ishiguro annulla qualsiasi distanza e differenza, anche quelle più estreme e compie un’acuta critica alla società, portando il tutto a terribili estremi. Sono l’amore e le emozioni che provano i personaggi di questo incredibile romanzo a dare prova tangibile di come l’uomo sia lui stesso causa di tutti i suoi mali.
In epoche in cui la scienza e il progresso sembrano essere l’unica via e tutto ciò che conta, Non lasciarmi è un invito a riflettere su cosa siamo realmente: non solo carne, non solo muscoli e arti, non solo cervello, ma persone (o anime, scegliete voi il termine che preferite) in cerca di un posto nel mondo e di qualcuno che non ci abbandoni mai…


La Frase che mi piace:
Rimanemmo così, sulla sommità di quel capo, per quello che ci sembrò un tempo infinito, abbracciati senza dire una parola, mentre il vento non smetteva di soffiarci contro, e sembrava strapparci i vestiti di dosso; per un istante fu come se ci tenessimo stretti l'uno all'altra, perché quello era l'unico modo per non essere spazzati via nella notte.


Recensito da: Strawberry per The Social Reading

mercoledì 10 aprile 2013

La mia vita è uno zoo - Benjamin Mee (Mondadori)


LA MIA VITA E’ UNO ZOO
 (MENJAMIN MEE – 2012)
MONDADORI

Allora, ho sempre pensato che, quando da un libro viene tratto un film, se il libro ti è piaciuto, difficilmente il film non ti deluderà. Ebbene, da questo libro è stato tratto un film con Matt Damon e Scarlett Johansson. Io, per non rischiare l’ennesima delusione cinematografica, il film non l’ho visto. Ma chissà, magari potrebbe essere una rivelazione ….

In pillole:  
Questa è una storia vera. La storia di Benjamin, giornalista inglese freelance che, insieme alla moglie Katherine ed ai due figli piccoli, lascia Londra per trasferirsi in campagna, nella Francia del sud, per una nuova vita in mezzo alla natura, lontano dai ritmi frenetici della città.
Tutto è bellissimo, ma Katherine si ammala di una grave malattia … potrebbe essere l’inizio della fine, invece è l’inizio … di un nuovo inizio. Mentre Katherine combatte contro la sua malattia, Benjamin e la sua famiglia (la mamma e i fratelli) decidono di inseguire un sogno: scoprono che il Dartmoor Zoological Park,  uno zoo che si trova nel Devon, è in vendita e decidono di acquistarlo. E’ l’inizio di una grande avventura: lo zoo sta andando in rovina, c’è tantissimo lavoro da fare, bisogna gestire la burocrazia, trovare i collaboratori, convincere le banche a finanziare il progetto e, soprattutto, imparare a convivere con animali di ogni tipo. I nostri protagonisti non si fanno davvero mancare nulla: giaguari che tentano di evadere, puma litigiosi, branchi di lupi. Per Ben e la sua famiglia lo zoo diventa una nuova ragione di vita, anche e soprattutto nel momento in cui la malattia di Katherine degenera. E’ la vita che continua, nonostante tutto ….
Temi:  qui si parla di affetti, della forza invincibile di una famiglia che, unita in un sogno, riesce a realizzarlo. Si parla della vita e, purtroppo, anche della morte … che arriva ingiusta e troppo presto. Si parla del coraggio di un marito e di un padre e della forza di una donna la cui presenza aleggia costante in tutto il racconto, nonostante il destino l’abbia portata via troppo presto.

Leggilo se:
  • Ti piace lo stile “giornalistico” ed il modo di narrare un po’ “asciutto”, in alcuni punti quasi da cronaca
  • Ami le storie vere
  • Almeno una volta hai pensato di mollare tutto e ricominciare da capo, facendo qualcosa di completamente diverso

Non leggerlo se:
  • Vuoi a tutti i costi il lieto fine … e lo vuoi a 360 gradi
  • Non apprezzi lo humour inglese
  • Non ami gli animali, detesti la vita di campagna e anche solo l’idea di avere un pesce rosso in casa ti manda in ansia



Veniamo a noi:  il libro è davvero la cronaca di una grande avventura … dico “la cronaca” perché l’autore è un giornalista e, come tale, approccia la storia. L’acquisto dello zoo, il lavoro per farlo rinascere e per far sì che il progetto possa avere un futuro, nonostante le difficoltà e lo scetticismo di molti. Quello che colpisce è il modo in cui la tragica vicenda della malattia di Katherine sia, contemporaneamente, in sottofondo e in primo piano … Benjamin Mee è un marito e un padre che affronta una prova difficilissima e un grande dolore, ma nonostante questo (o forse proprio per questo!) trova il coraggio e la forza di realizzare un sogno. Un insegnamento prezioso, oggi più che mai.


La Frase che mi piace:La cosa più sorprendente sul nostro nuovo ambiente fatto di alberi, spazi aperti e laghi era che avevamo effettivamente tigri, leoni e lupi che ci osservavano nascosti tra il fogliame”.



Recensito da: Emanuela per The Social Reading  - Librotherapy

giovedì 21 febbraio 2013

Per sempre | Susanna Tamaro | Giunti


PER SEMPRE

Susanna Tamaro
Giunti editore, 2011






INTRO
Vorrei recensire il libro che mi ha commossa di più nell’arco del 2012: “Per Sempre” di Susanna Tamaro.
Anzi, per la precisione, apprezzo un libro solo se mi regala emozioni, ma raramente mi capita di piangere. Con questo romanzo, specialmente da un certo punto della lettura in poi, le mie lacrime sgorgavano da sole, in quantità industriale. Non è detto che sia una cosa negativa, portata dalla tristezza; un libro, come un film,  può toccare determinate corde, e le lacrime possono essere purificatorie.

IN PILLOLE
La storia di due vite, Nora e Matteo, due caratteri, opposti, solare e spirituale lei, malinconico e più cupo lui. Si incontrano, si amano, un matrimonio felice, una bella famiglia, un grande amore. Improvvisamente un evento traumatico cambia le cose. E da questo punto in poi il libro è un viaggio alla ricerca della verità, ma soprattutto un viaggio alla ricerca di sé stessi e della propria forza vitale.

TEMI
Il tema dell’amore. Esiste l’amore eterno?Esiste il per sempre? Chiede Nora a Matteo. E lui le risponde : “Esiste solo il per sempre”.
Fino a quando in un rapporto di coppia, può parlarsi di amore, che dura per sempre, finché morte non ci separi?  Fino a quando, invece, si tratta di bisogno e peggio ancora di abitudine?
Tema del significato della vita, dell’attaccamento alla stessa, anche quando tutto viene spazzato via dagli eventi, e nonostante le difficoltà.
L’autrice affronta molto bene il tema della ricerca interiore, come unica soluzione ai guai della vita. Alla tematica del percorso di ricerca interiore si affianca quello del rapporto con l’esterno, soprattutto le persone, ma anche le cose.


LEGGILO SE
Desideri una lettura semplice nella forma, e scorrevole, ma profonda nei contenuti, per essere portato per mano dalla scrittrice alla ricerca del senso della vita. La semplicità dell’esposizione aiuta a capire che è proprio nelle cose più semplici che risiede il significato e la profondità della vita.
Credi, come me, che il libro giusto ci chiami al momento giusto, e possa avere un effetto terapeutico, a livello emotivo, e di crescita interiore.

NON LEGGERLO SE
Viceversa, non credi nel potere terapeutico di un libro, ma pensi sia solo un passatempo.
Pensi che questa scrittrice appartenga a quella schiera di autori che costruiscono delle storie a tavolino, per toccare l’emotività delle persone, per fini commerciali.





VENIAMO A NOI
Quanto al tema della conoscenza interiore, si può dire che questa passi necessariamente attraverso l’accettazione di se stessi, con l’intero bagaglio di pregi e di difetti. A ciò si affianca il perdono, l’assolversi, diviene l’unico modo per non precipitare nel baratro.

Quanto al rapporto con il mondo esterno, esso altro non è se non lo specchio di ciò che siamo noi, della stima e dell’amore che abbiamo per noi stessi. In altre parole, il mondo ci tratta come noi gli permettiamo di trattarci. Significativa è la frase : “Quello che c’è fuori non è altro che lo specchio di quello che abbiamo dentro. Se trattiamo la nostra interiorità come una discarica, non possiamo immaginare che il mondo intorno, magicamente, la trasformi in un giardino”

FRASE CHE MI PIACE

“Non c’è onnipotenza nell’amore, ma piuttosto l’incontro di due fragilità. Solo quando ti arrendi a questo, ogni cosa nei tuoi giorni si assesta”.



Recensito da Miriam Caputo aka La ragazza dagli occhi grandi

venerdì 30 novembre 2012

Festa d'estate - Remco Campert - Elliot Edizioni


FESTA D’ESTATE – Remco Campert

Edizioni Elliot - 2012





Ho scoperto questo libro per caso girovagando tra i blog letterari e mi sono innamorata subito della copertina che trovo fantastica. Poi la storia ha fatto il resto e quindi eccomi qui a recensirlo e a consigliarvi di leggerlo.

In pillole:
“Festa d’estate” è la storia di Mees, Boeile e Panda, tre ragazzi che, nel pieno della loro giovinezza, vogliono godersi la vita e spremerla fino all’ultima goccia di succo che questa può offrire loro.

Temi:
Il tema principale e prevalente è quello della gioventù bruciata, della febbre del sabato sera, del voler mordere la vita in ogni sua parte. Secondariamente, quando viene descritta la giovinezza di Mees, ritroviamo anche il tema dell’abbandono che questo subisce quando padre e madre divorziano; quello dei sogni di Boeile che però è tentato di sacrificare per assomigliare di più a Mees.

Leggilo se:
·         Vuoi provare a capire i giovani d’oggi e la loro voglia di vivere
·         Vuoi rivivere la tua giovinezza
·        Vuoi rivivere i ruggenti anni ‘60

Non leggerlo se:
·        Hai dei pregiudizi sui giovani e sul loro modo di vivere
·         Non condividi la loro voglia di vivere a tutto tondo
·         Non tolleri il credo “sesso, droga e rock ‘n’ roll”





Veniamo a noi:
Il libro inizia con questa frase: «La vita è deeeliziosa» pronunciata da Panda: un romanzo con un incipit come questo non può che essere meraviglioso. È questo quello che ho pensato non appena l’ho letto e l’ho subito fatto mio perché, anche per me, la vita è meravigliosa, basta solo saperla prendere nel verso giusto e saper godere di quello che ti da.
Questi tre ragazzi sono belli, giovani e disposti a rischiare, hanno voglia di vivere, si buttano a capofitto nella vita e la vita risponde donandogli ciò che vogliono: sesso, feste, alcol, ma anche un po’ di successo e un po’ di fama.
Indipendentemente dai fatti che vengono raccontati, capibili o meno, condivisibili o no, secondo me è importante il messaggio che sta dietro: la vita va vissuta in modo attivo. I sogni vanno inseguiti e perseguiti. A volte bisogna buttarsi, provare e rischiare e sa va male bisogna alzarsi e ritentare di nuovo.

La frase che mi piace:
«La vita è deeeliziosa» disse Panda.
«Sìì» disse Mees con un sospiro.

Recensito da Francesca per The Social Reading

mercoledì 21 novembre 2012

Mare al mattino - Margaret Mazzantini (Einaudi 2011)


Mare al mattino

Margaret Mazzantini
Einaudi 2011


Mi piace molto la scrittura emotiva e viscerale, viva e umana dell’autrice. Avevo già avuto modo di apprezzarla in “Non ti muovere”, che resta uno dei miei libri preferiti e, prima di accingermi alla lettura del famosissimo e consigliatissimo “Venuto al mondo” ho preferito dedicarmi a qualcosa di più breve, ma non per questo privo di un grande spessore.

In pillole
Il romanzo racconta di due viaggi, di due madri e due figli, Jamila e Farid, Angelina e Vito.
Jamila e Farid fuggono dalla loro casa nel deserto a causa della guerra. Lasciano la loro esistenza povera ma felice, i giochi, le danze, i profumi del deserto.
 Farid ha un appuntamento quotidiano con una gazzella che si presenta a  casa sua nel suo giardino e si fa imboccare da lui, ma un giorno Farid mancherà all'appuntamento perché è dovuto scappare e lascerà la ferinità dell’animale addomesticato, docile ed affidabile per la malvagità umana, per un viaggio della speranza, prima attraverso il deserto, poi attraverso il mare.
Angelina e Vito vivono in Sicilia. Angelina è un’insegnante separata dal marito avvocato. Vito ha appena sostenuto l’esame di maturità e non sa che fare della sua vita. Forse per fare una scelta bisogna ritornare alle origini. Così madre e figlio ritornano in Libia.
Angelina era stata araba per i primi undici anni della sua vita, quando la Libia era una colonia dell’Italia. Dopo la fine della guerra Angelina e la sua famiglia erano stati costretti a ritornare in Italia, abbandonando la propria casa, il proprio lavoro, la scuola, le amicizie, gli amori, la vita.
Giunti in Italia sono stati trattati da profughi pur essendo italiani. Una condizione ibrida, né italiani, né clandestini, cosa che porterà Angelina a cercare una propria collocazione per lungo tempo, fino ad assuefarsi a questa condizione di precarietà, che trasmetterà senza volerlo anche al figlio, anche dopo che si sarà sposata, sarà una condizione e sensazione che non la abbandonerà mai e che si trasmetterà quasi come un peccato originale.
Il ritorno in Libia alla ricerca della propria casa, dei defunti, di vecchi amori, di promesse. Ma molte cose sono cambiate.
           


Temi
Le due storie sono separate ma si toccano. Il trait d’union è il mare, che separa e unisce. Le unisce l’elemento del viaggio, il desiderio di una vita migliore, la ricerca, il mare che separa le coste e che separa le vite. Le unisce un amuleto ritrovato sulla spiaggia.
Anche i personaggi sono uniti dal mare, il mare come forza per ritrovare sé stessi, come mezzo per alienarsi dal mondo per Angelina e Vito, il mare come speranza, per  Jamila e Farid.
Ciò che sembra essere la salvezza per Jamila e Farid, e per tutte le anime che realmente ogni giorno perdono la vita anelando a quelle coste, la Sicilia, è una condanna per la famiglia di Angelina (e di conseguenza anche per Vito), cui è stata strappata la terra sotto i piedi, estirpate le radici.
La Sicilia, che non si può definire, la Sicilia che è e basta, nella sua grandezza, per Angelina e la sua famiglia è solo negatività, rappresenta l’approdo dopo la tragedia, lo strappo dalla vita, per condurre la vita di qualcun altro, nel corpo si sé stessi.
Ciò che unisce queste due coppie di madri e figli è, oltre l’amore materno, l’esistenza precaria, sia nella materialità sia nelle sensazioni, descritte benissimo dall’autrice.

Leggilo se
Hai voglia di una lettura riflessiva ma allo stesso tempo scorrevole, lo stile di scrittura infatti è comprensibilissimo, il libro si divora ed è breve, ma il tema è impegnativo.
Cerchi un libro che riesca a prenderti, che ti lasci qualcosa, con una scrittura, come quella di Margaret Mazzantini, molto viscerale, che trasporta con sé il lettore non solo attraverso gli eventi ma anche attraverso le emozioni.

Non leggerlo se
Hai voglia di una lettura superficiale, solo divertente, senza che ti lasci spunti di riflessione.

Veniamo a noi
Promesse ed abbandoni, rimpianti, rabbia, alienazione, colpe individuali, colpe collettive.
Come il destino e le colpe dei genitori e della società si possono ripercuotere sui figli? Come le mentalità radicate  da secoli si rinvengono inaspettatamente nelle problematiche attuali, con le quali apparentemente non hanno legame? Quale è l’origine di temi scottanti come l’intolleranza e il razzismo?
Questo libro fa riflettere su come per costruire il nostro futuro bisogna ripartire dal passato, sia a livello individuale, sia familiare (come nel caso di Angelina e Vito) sia a livello collettivo.

Frase che mi piace

     “il mare è un mondo a sé, un mondo nel mondo, con le sue leggi, la sua forza. Si allarga, si solleva”.


Recensito da: Miriam Caputo

giovedì 18 ottobre 2012

Fai bei sogni - Massimo Gramellini - Longanesi


Fai bei sogni
Massimo Gramellini
Longanesi (2012)

INTRO:
Questa volta parliamo di uno dei libri più letti negli ultimi mesi in Italia. Fai bei sogni, scritto da Massimo Gramellini, giornalista e vicedirettore de La Stampa, è arrivato alla decima edizione e ha conquistato il Paese. Ho scoperto questo libro grazie al programma di Fazio, Che Tempo che fa, e non ho potuto resistere alla tentazione di leggerlo. Ecco cosa ne penso.



In pillole:  
Fai bei sogni è la storia di una bambino di nove anni, Massimo, che un male misterioso priva della mamma. Privato del calore materno, Massimo dovrà crescere in un mondo in cui si sentirà spesso rifiutato e fuori posto, incapace di credere nell’amore e nei sogni che gli sono stati precocemente rubati. Seguiamo così la sua vita alla ricerca di quella felicità che non crede esista fino all’incontro di una donna che vive in un mondo di punti esclamativi capaci di contrastare i suoi interrogativi. Ma è anche la storia di una verità sepolta per quarant’anni, nascosta in un busta marrone che tornerà alla luce in una mattina di Natale, improvvisa e irruenta e capace ancora una volta di destabilizzare la realtà…


Temi:
Fai bei sogni è un libro che racconta una storia, quella del giornalista Massimo Gramellini, rimasto orfano di madre a nove anni. Pur non avendo intenti didascalici, Gramellini affronta temi vicini alla sua storia quali il dolore per la perdita, un lutto che non conosce accettazione, la solitudine dell’adolescenza e la difficoltà di realizzare i propri sogni e trovare un posto nel mondo, soprattutto se per tutta la vita si è pensato di essere stati rifiutati da un affetto precocemente e inspiegabilmente scomparso. L’amore è per Gramellini una conquista difficile che si riceve solo quando meno ce lo aspettiamo.

Leggilo se:
·         Ti piacciono le storie vere
·         Sei “un lettore di cuore” e ami le storie dove i sentimenti sono al centro della narrazione
Non leggerlo se:
se sentimenti ed emozioni ti annoiano o credi siano solo specchietti per allodole, utili a vendere di più.





Veniamo a noi:
Fai bei sogni è un romanzo autobiografico. Gramellini apre il suo cuore ai suoi lettori e ci fa rivivere una storia commovente, caratterizzata dal dolore e dalla perdita, ma anche da emozioni semplici e dirette e da una ricerca della felicità che appare quanto mai autentica e vicina a tutti noi. Spesso, quando si legge un libro, non si cerca solo la letterarietà, il romanzo che fa scuola. Spesso cerchiamo qualcosa che possiamo sentire vicini. A chi me lo chiede, consiglio di avvicinarsi a questo libro nello stesso modo in cui esso appare: come un libro aperto. Lontani da preconcetti sui best seller, sui libri troppo pubblicizzati. Lontano dai pregiudizi su come i romanzi vendano di più se fanno scendere una lacrimuccia. Io credo Gramellini abbia voluto farci un piccolo dono. Raccontarci una storia in cui, se si ha tempo e voglia di ascoltare con attenzione i battiti che si celano dietro alle parole, potremmo scoprire qualcosa in cui poter riflettere le nostre stesse esistenze. Tutti meritiamo un pezzo di felicità. E la strada per raggiungerla non è mai facile. Ciò che importa è non perdere mai di vista il traguardo. Prima o poi ci arriveremo. E, come raccomandava la  mamma di Gramellini, anche noi potremmo fare i nostri bei sogni…

La Frase che mi piace:
Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi.

Recensito da: Strawberry per The Social Reading

mercoledì 3 ottobre 2012

OLIVIA (ovvero la lista dei sogni possibili) PAOLA CALVETTI


OLIVIA (ovvero la lista dei sogni possibili)
PAOLA CALVETTI – 2012
MONDADORI




Beh, dopo il pugno nello stomaco di “Marta che aspetta l’alba” cercavo qualcosa di più lieve, qualcosa che mi facesse pensare un po’ meno e sorridere un po’ di più. La copertina di questo libro mi ha attratta subito … una pioggia di cuoricini che nessun ombrello riesce ad arrestare. Sarà una storia d’amore???  Comprato subito e divorato … e la storia d’amore c’è,  ma non solo quella ….

In pillole:  
Olivia, trent’anni, perde il suo (precarissimo) lavoro. Viene licenziata a causa della “peggiore crisi economica che ha investito il mondo occidentale” (così la definisce la glaciale direttrice del personale che comunica ad Olivia il licenziamento). E’ quasi Natale, nevica … Olivia lascia l’ufficio e si rifugia in un bar tabacchi per bere un caffè … ma poi, dal soppalco di quel bar, “coccolata” dal cameriere Manuel, inizia a guardare la varia umanità che le passa accanto, a ricordare pezzi della sua vita, ad ipotizzare strategie per il futuro ...
Diego, trent’anni, ha un passato drammatico. Qualcosa è accaduto, quando lui era solo un bambino, e la vita della sua famiglia si è come fermata, cristallizzata in un momento di dolore dal quale sua madre non è mai riuscita ad uscire e nel quale suo padre ha imparato a sopravvivere. Diego vive i suoi trent’anni, ma la parte di sé imprigionata in quel passato così doloroso, non gli ha permesso di andare davvero avanti … fino ad ora …
Cosa accomuna queste storie? Il destino porterà Diego e Olivia ad incontrarsi? O, forse, lo ha già fatto e loro non lo sanno?

Temi:  preparatevi, perché qui si parla di tante cose. Altro che libro “lieve”, come desiderava la sottoscritta. Qui le storie sono raccontate con una lievità che conquista, ma i temi sono profondi: l’incertezza del futuro, la paura di non essere all’altezza, il desiderio di una vita più piena, il dolore per le perdite e l’annichilimento di fronte a drammi che non ci si sa spiegare. Ma il filo conduttore di queste due storie è, secondo me, la speranza. E la convinzione che, certi incontri, anche se magari non ce ne accorgiamo subito, sono destinati a cambiare la nostra vita per sempre.

Leggilo se:
·         Da bambino (nell’era ormai preistorica del pre-digitale) hai subito il fascino delle “polaroid” (leggendo, capirai il perché!)
·         Pensi che “Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose” (citazione dall’Enrico V di W. Shakespeare, sulla prima di copertina)

Non leggerlo se:
  • La tua vena romantica è pari a zero.
  • Non credi al destino, alle coincidenze che non sono tali, agli incontri di anime.

Veniamo a noi:  questo, secondo me, è un libro che parla della VITA. In tutte le sue sfaccettature: le cose di tutti i giorni, quelle che più o meno a tutti capitano (problemi col lavoro, cosa sarà il domani, fidanzati sbagliati, amici su cui sappiamo di poter contare ….), quelle che - grazie a Dio - non capitano così spesso ma, quando accadono, sconvolgono la vita e rimescolano anche le carte del nostro futuro.  E’ un libro che parla di VARIA UMANITA’, di come ci sono figure che, nella nostra vita, lasciano un segno permanente … perché (come la nonna di Olivia) formano la nostra personalità e ci insegnano l’amore, la fantasia, l’importanza di sapere davvero VEDERE (e non solo guardare) il mondo; o perché (come il cameriere Manuel) arrivano come una brezza leggera in un giorno di grande caldo, per sollevarci dai nostri piccoli dolori di ogni giorno, con piccole attenzioni inaspettate e, proprio per questo, ancora più “balsamiche”.  E’ un libro che parla di AMORE, in mille sfumature: quello tra una nonna e una nipote, quello tra due fratelli, quello tra un uomo e una donna che scoprono di essere l’uno la metà dell’altra. Eh sì, i cuoricini sulla copertina hanno mantenuto la loro promessa!!!


La Frase che mi piace:I loro sguardi si incrociarono. E allora, in quella frazione infinitesimale di tempo, accadde che le due anime si parlarono. Forse quel silenzioso dialogo rimarrà da qualche parte dentro di loro, fino a quando il destino, o chiamatelo come volete, deciderà di rivelarsi”.

martedì 25 settembre 2012

LA LUCE SUGLI OCEANI (M.L.STEDMAN - 2011) Garzanti


LA LUCE SUGLI OCEANI
(M.L.STEDMAN - 2011)
Garzanti
Prima di lasciarvi alla recensione, posso solo dirvi di leggere assolutamente questo libro, perchè è bellissimo, perchè è profondo, perchè ci fa riflettere...perchè è UN CAPOLAVORO CHE NON SI PUO’ PERDERE!





In pillole:  
Tom è un uomo onesto e leale che la guerra ha segnato profondamente. Incontra Isabel, che rischiara la sua vita come un raggio di sole e dedide di concedersi un’altra possibilità di vivere ancora, di essere ancora felice.
La loro vita si svolge nella solitudine tranquilla del faro di Janus, di cui Tom è il guardiano perfetto.
Ma un giorno, trascinata dall’Oceano, arriva una bambina, la bambina che Isabel ha sempre desiderato e voluto, forse troppo.
Da quel momento la vita di Tom e Isabel si riempie di luce, ma anche di terribili ombre. Fuori e dentro di loro.

Temi: i temi affrotati sono tanti e ognuno di noi può essere colpito maggiormente da alcuni e meno da altri, in base alla propria natura; a me sicuramente sono rimasti ben impressi il tema della MATERNITA’, quello dell’ISOLAMENTO, ma soprattutto, la riflessione sul GIUSTO E LO SBAGLIATO.
Anche il tema dell’AMORE ci lascia tanti interrogativi...IN AMORE VALE TUTTO???

Leggilo se:
  • Hai voglia di metterti in discussione e di fare una profonda riflessione sul bene e sul male
  • Vuoi commuoverti fino alle lacrime (io ho pianto per tutte le ultime 30 pagine J)
  • Vuoi “respirare” insieme ad una natura che è parte integrante di questo romanzo
  • Cerchi un GRANDE libro, un CAPOLAVORO

Non leggerlo se: desideri tanto un bambino che tarda ad arrivare....



Veniamo a noi: Di chi è un figlio? Di chi l’ha “fatto” o di chi l’ha cresciuto amorevolmente? E poi: fino a che punto ci si può spingere per proteggere la persona amata? Al punto da mentire anche su temi vitali?
In questo libro vi troverete a vivere la storia insieme ad i personaggi e mentre all’inizio sarete più propensi a schierarvi a favore di uno o dell’altro, andando avanti capirete che voi, noi, siamo TUTTI questi personaggi e non uno solo di questi.
Quindi, quando avrete imparato ad amarli, lascerete scivolare via i vostri giudizi abituali, le vostre convenzioni ed anche le vostre convinzioni, e inizierete a capire che c’è del giusto nello sbagliato e del bene anche nel male.
E allora amerete queste persone, questi personaggi così vivi, così umani, così strazianti, e non saprete più “da che parte stare”, perchè in questo libro non esistono i cattivi e questo vedrete che vi disarmerà totalmente ma che renderà la lettura de “La luce sugli oceani”, un’esperienza nuova, diversa, che capita con pochi, eccezionali libri.

La Frase che mi piace:” “Bene e male, giusto e sbagliato possono essere come serpenti: così avviluppati da non riuscire a distinguerli finché non hai ucciso entrambi, e allora è troppo tardi.”


giovedì 13 settembre 2012

Cinquanta sfumature di Grigio - E.L.James

...beh, potevamo mancare noi a parlarvi delle strafamose Sfumature colorate??? Certo che no cari i miei bei lettori ;-) Chi le ama, chi le odia, TUTTI che in ogni caso ne parlano, ne parlano e ne parlano ancora....e mentre la scrittrice di questa fortunata Trilogia è ormai lì che si fa una bella nuotata ogni mattina tra i lingotti d'oro (tipo Zio Paperone...avete presente?), noi siamo ancora qui a cercare di capire se questi libri siano belli o brutti e soprattutto a scervellarci sul perchè abbiano avuto (e continuino ad avere) tutto questo successo...


Ma, bando alle ciance, lascio spazio alla recensione della nostra super collaboratrice Strawberry!





Cinquanta sfumature di grigio
E. L. James

Vero caso editoriale, la trilogia Cinquanta sfumature è andata letteralmente a ruba durante l’estate. Qui vi presentiamo il primo libro della serie, nato come fanfiction di Twilight e pian piano trasformatosi in una storia dalla vita propria, destinato a un successo planetario.
In pillole:  
Anastasia è una studentessa di 21 anni che vive una vita placida e tranquilla tra i suoi pochi amici e i libri inglesi dell’epoca vittoriana da lei adorati. Attende l’amore descritto tra le pagine di quei romanzi e il suo cavaliere bianco e senza paura. Non sa che sta per incontrare Christian Grey, ricco e potente uomo d’affari, giovane, bello come un dio greco e avvolto nel mistero. Sarà lui a inserirsi nei sogni romantici di Anastasia e a conquistarla con il suo fascino tenebroso, trascinandola in un percorso fatto di erotismo, passione carnale e oscurità…

Temi:
Cinquanta sfumature di grigio si presenta come un libro erotico. E in effetti le scene dedicate al sesso costituiscono la maggior parte del romanzo. Il discorso, in particolare, è incentrato su un preciso tipo di sessualità, quello sadomaso e che include un rapporto dominatore/sottomessa. Anastasia conduce una vita normale e non ha mai avuto rapporti sessuali di alcun genere. Il suo incontro/scontro con la sessualità, un’esperienza che di per sé già porta a riflessioni sulla propria persona, il proprio corpo e il rapporto con gli altri, qui viene reso più forte dalla scoperta delle abitudini sessuali “depravate” di Christian, le quali sono il riflesso di un ego tendente al controllo maniacale su ogni cosa.


Leggilo se:
·         Il sesso non ti spaventa
·         Cerchi sempre il risvolto psicologico di abitudini e azioni particolari
·         Se ti affascina il mondo del sadomaso e vuoi scoprire “cosa c’è dietro”
·         Se sei curiosa di capire perché questo libro ha avuto un tale successo
Non leggerlo se:
·         La letteratura erotica non è il tuo genere
·         Se non riesci a prendere questo romanzo per quello che è: non un manifesto alla sottomissione ma semplicemente una storia come altre


Veniamo a noi:
Cinquanta sfumature di grigio è un libro che ha fatto parlare tanto quest’estate. Chi lo ha acclamato, chi lo ha condannato, chi lo ha letto nella solitudine della propria stanza vergognandosi del fatto che il libro, tutto sommato, gli stava piacendo, pur ammettendo che non si tratta certo di un capolavoro. Personalmente io l’ho trovato una buona lettura estiva o di relax. Credo che sulla storia di Anastasia e Mr Grey si sia ricamato sopra molto, troppo. In realtà questo libro non vuole essere un modello di condotta da adottare né il riflesso di una società dove il gioco tra potente e sottomesso appare quanto mai affascinante.
Christian Grey è un uomo dai molti disagi psicologici. Orfano dal passato cupo e inquietante, è incapace di rapportarsi con gli altri intimamente, al punto da odiare di essere toccato e di aver trovato come unico mezzo per esprimere la sua sessualità il rapporto tra dominatore e sottomesso, dove tutto può essere sempre sotto il suo maniacale controllo.
Ce ne sarebbero di riflessioni da fare su un personaggio quanto mai enigmatico come Mr Grey. E in effetti lo considero il personaggio più interessante del romanzo. Peccato che, passate le prime tempestose e appassionate pagine, il suo atteggiamento appaia sempre più ridicolo. Un reiterarsi di situazioni che svelano la sua pochezza e le profonde lacune del suo animo. E ciò che rimane è tanta pietà per questo “piccolo uomo”.
Anastasia più che sottomessa è semmai passiva. Alla vita che lei fa scorrere placida e in preda a mille insicurezze e paure, a lamentarsi di essere brutta e non meritarsi l’amore, cosa che appare non vera fin dai primi capitoli. E a Mr Grey, che erge a sole del suo universo ed evidenzia il suo essere insicura di se stessa e il lasciarsi travolgere dagli eventi, poiché il farsi coinvolgere è più facile dell’agire…
Eppure il libro si fa leggere e ti cattura completamente. Fa appello a sentimenti ed emozioni recondite e sopite del nostro animo. Al punto che ciò che rimane davvero interessante è il suo appeal verso un pubblico che ha letto questo e i due romanzi che seguono tutti d’un fiato. Ci si chiede allora se davvero in questa società, dove il sesso è potere e denaro - e non c’è bisogno in questa sede di farvi esempi fin troppo facili da trovare – ma al contempo si continua a vivere permeati da un perbenismo ipocrita del “detto e non detto”, dove la minima deviazione, anche la più innocente, da una strada prestabilita (da chi?) genera ancora scandalo e rifiuto, questo romanzo non diventi un mezzo per poter esprimere le proprie esigenze e i propri desideri più segreti e nascosti.
Ma questo lo lascio decidere a voi lettori…

La Frase che mi piace:
Anastasia: «Perché non ti piace essere toccato?»
Christian: «Perché dentro ho cinquanta sfumature di tenebra, Anastasia»

Recensito da: Strawberry per The Social Reading